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Il trattamento delle immagini digitali
Ovvero: come ridurre una foto da 2 MB a 40-50 KB e vivere felici
perché non saremo mai più maledetti dagli altri listaioli e/o puniti dai moderatori.
PESCASUB.IT - Il portale ITALIANO della Pesca Subacquea


Di: Massimo Profeti
- esimio pescatore e moderatore della M.L. Pescasub -
(la così detta "lista madre")

Premessa


Lo strumento che useremo è il Microsoft Photo Editor, semplice programmino che viene installato insieme alla suite Office di Microsoft, quella con Word, Excel, ecc..
Questa scelta è motivata dal fatto che le probabilità che sul pc in uso sia installato questo programma sono maggiori rispetto al fatto che, ad esempio, ci siano programmi tipo Photoshop, Corel Draw o altri. Visto che le funzioni che ci servono sono le stesse, tanto vale usare lo strumento più semplice.
Spero che gli amici listaioli che usano il sistema Mcintosh non me ne vogliano: purtroppo non ho un Mac a disposizione per documentare le stesse operazioni . Inoltre, visto che lo scopo principale per cui si compra un Mac è proprio il trattamento delle immagini, mi auguro che una documentazione di questo tipo per l’utenza Mac sia superflua.



Nota: nelle schermate di esempio ho usato una foto tratta da alcuni scatti che ho fatto tempo fa per un pescatore noto nel nostro ambiente. Il generoso signore ha promesso che comunicherà le mire del posto in cui ha catturato il pescione a chi ne indovinerà il peso. ;-)


Un po’ di teoria


Chi ha fretta o non è interessato ai dettagli tecnici, può saltare direttamente al paragrafo "Come ridurre una foto digitale alle dimensioni di circa 50 KB".

I formati di file grafici. Esistono moltissimi formati per i file grafici. Questo, probabilmente, lo sapete già. Probabilmente saprete anche che ognuno ha uno scopo ben preciso. Quello che non tutti sanno è qual è lo scopo di ogni singolo formato e, soprattutto, quali sono i formati che servono a noi.
Bene, siamo qui per questo: imparare quali sono i nostri strumenti e come usarli.
I formati grafici che ci interessano sono fondamentalmente 3 e si differenziano per l’estensione del nome del file (ovvero le tre letterine che seguono il nome di quasi ogni file che troviamo all’interno del nostro pc): BMP, JPG o GIF (ad esempio, una foto in formato BMP si chiamerà DENTICE15KG.BMP).
Vediamole in dettaglio.

BMP (abbreviazione di "bitmap"): contiene tutte le informazioni possibili che possono servire per la stampa in alta risoluzione. Per questo è il formato più pesante, cioè più grande in termini di kbyte. Quindi, se l’immagine dovrà essere solamente visualizzata sullo schermo, non ha senso che venga usato un file BMP. Conviene convertirla in uno dei due formati che seguono.

JPG (abbreviazione di JPEG, acronimo di "Joint Photographic Experts Group"): è un formato compresso, cioè che contiene meno informazioni rispetto ad un BMP. Per questo è più piccolo in termini di kbyte. Dato che la compressione è regolabile, in base all’uso che si intende fare del file, si può scegliere se comprimere molto, risparmiando spazio ma perdendo in qualità (specialmente in stampa), oppure comprimere poco, occupando più spazio ma conservando un minimo di informazioni per ottenere stampe decenti.
Ogni formato grafico ha un diverso tipo di formato colore. Il JPG ne possiede 2: quello con 16 milioni di colori o quello con livelli di grigio. Per questo è il formato indicato per la conservazione di immagini fotografiche a colori o bianco e nero con sfumature di grigio. Non è indicato per le immagini con pochi colori (maggiori dettagli nel paragrafo seguente). Le fotocamere digitali, per risparmiare spazio sulle schede di memoria, generalmente salvano le immagini direttamente in formato JPG.

GIF (acronimo di "Graphics Interchange Format"): anche questo, come il JPG, è un formato che permette di risparmiare spazio, ma con caratteristiche differenti: i formati colore disponibili sono 2: 256 colori (quindi pochi per una foto ma abbastanza per un grafico o un disegno) o livelli di grigio (in modalità diversa dal JPG). Inoltre il formato GIF presenta la caratteristica di poter avere lo sfondo trasparente, molto utile per la costruzione di siti internet (non litiga con lo sfondo della pagina).
Il formato GIF è molto efficiente se usato per le immagini con pochi colori: ad esempio un grafico a prodotto con excel o una striscia di fumetti in bianco e nero, tipo quelli di Charlie Brown, per intenderci. Diventa, invece, poco efficiente quando i colori sono numerosi.
Abbiamo notato che il formato GIF è ottimo per conservare le immagini scaricate dal sito Navionics, quello delle mappe nautiche. Il formato in cui si salva è il BMP, ma una rapida conversione vi permetterà di risparmiare un sacco di spazio senza perdere minimamente in qualità.

Riassumendo: il formato delle foto da inviare in lista è necessariamente JPG. Un grafico o una carta nautica sarà un GIF. Il BMP è da scartare sempre, tanto anche gli altri due (se sono fatti bene) si stampano lo stesso.

A questo punto, so già che molti di voi mi stanno insultando perché pensano: "Guarda che le foto per le quali mi hai punito erano già JPG! Cosa avevano che non andava?". Aspetta che te lo dico. Purtroppo dobbiamo fare un altro po’ di teoria.

Le dimensioni in kbyte di una foto digitale dipendono fondamentalmente da due fattori:

  • il livello di compressione (che qui tralascio perché ne parleremo più avanti nell’esempio)
  • le dimensioni della foto, che risultano dalla combinazione di due fattori: la dimensione reale (base per altezza, per capirci) e la risoluzione.

Leggete con attenzione quanto segue, perché questo è un concetto tanto importante quanto ostico. Partiamo da una premessa fondamentale: la dimensione reale (base x altezza) di un’immagine va sempre concepita in unità di misura lineari e mai in pixel, altrimenti non ci si capisce più niente. La risoluzione, invece, si misura in DPI ("dots per inch"), cioè punti per pollice. Come si intuisce, la risoluzione indica la qualità di riproduzione del dettaglio nella foto.
Prendiamo come esempio una foto che abbia un formato reale di 10 x 15 cm. Questa foto, in base al tipo di stampa che vogliamo fare, potrà avere una risoluzione diversa. Ad esempio, su una stampante laser, potremmo stampare a 300 DPI. Su una a getto d’inchiostro, a 1200 DPI. La dimensione della foto stampata sarà sempre di 10 x 15 cm, ma la qualità del dettaglio sarà ovviamente superiore in quella a 1200 DPI.
Ora, qual è il problema col quale dobbiamo fare i conti? Il problema è che quello che viene stampato non sempre ha attinenza con quello che vediamo sulla schermo perché, udite udite, lo schermo ha una risoluzione fissa, che si aggira intorno ai 75 DPI, per cui non sarà in grado di mostrarci le dimensioni reali di una foto che non presenti una risoluzione di 75 DPI. Questo è un concetto col quale i grafici informatizzati devono fare sempre i conti. Se anche voi volete giocherellare con le immagini sul pc, dovete essere sicuri di averlo assimilato per benino.
Per capire bene come gestire la questione, torniamo al nostro esempio. Abbiamo detto che la base della foto è 10 cm, ovvero 4 pollici (inch), più o meno. La risoluzione è 300 DPI. Questo significa che: se in un pollice (inch) ci sono 300 dot (punti), la base della foto conterrà 300x4=1200 punti, cioè ben oltre la larghezza di un monitor standard da 17 pollici che ha la canonica risoluzione di 1024 punti.
Per questo, l’uso a schermo di una foto nata per la stampa è improponibile. Bisogna modificare qualcosa.

Ma torniamo con i piedi sulla terra. O con le pinne nell’acqua, se preferite.
Ora che vi ho confuso le idee per benino, vi consolo dicendo che in realtà, ai listaioli, tutte queste cose interessano relativamente: il nostro scopo è quello di ottenere una foto che sullo schermo sia sufficientemente grande per essere visibile nei particolari ma non così grande da uscire dai bordi dello schermo o occupare troppo spazio su disco. Vi preannuncio che una foto con queste caratteristiche occuperà non più di 50 KB.
Quanto segue è la procedura passo-passo per arrivare ad ottenerla.


Come ridurre una foto digitale alle dimensioni di circa 50 KB


Premessa: questa procedura presuppone la conoscenza di alcuni concetti basilari di Windows: come si apre un file, cos’è un menu di programma, ecc. Se non avete chiari questi concetti base, vuol dire che siete molto indietro con l’informatica: fatevi aiutare da qualcuno più esperto prima di proseguire, altrimenti rischiate di combinare guai.
Apriamo lo strumento delle meraviglie: il Photo Editor di Microsoft. Si trova premendo il pulsante Start (o Avvio), poi si seleziona Programmi, Strumenti di Office (se non c’è, vuol dire che non lo avete installato insieme al resto di Office. Andate a riprendere il CD di installazione e installatelo. Se non avete il CD... arrangiatevi!). Se la finestra del programma non parte già a schermo intero, ingranditela voi manualmente.
Ora aprite il file grafico che volete trattare e ingrandite la foto a tutto schermo. Nella barra degli strumenti, l’ultimo a destra è un menù a tendina che indica la percentuale di zoom. Se non indica il 100%, aprite il menù e impostate il 100%.

Le dimensioni della foto Aprendo il file, vi accorgerete subito se le dimensioni della foto sono adeguate alla visualizzazione in posta elettronica: se della foto si vede una porzione, nel senso che per vedere tutti i particolari siete costretti ad usare le barre di scorrimento verticale e/o orizzontale, ma anche se occupa quasi tutto lo schermo, è sicuramente troppo grande. Diciamo che la dimensione ottimale, anche per chi ha il monitor più piccolo, va da 6 x 8 ad un massimo di 10 x 15 cm. Vi suggerisco questo range di dimensioni perché immagino che la stragrande maggioranza dei listaioli visualizzi le foto nella finestra di anteprima dei messaggi in Outlook Express. Questa finestra ha più o meno quelle dimensioni. A questo punto, prima di procedere col ridimensionamento della foto, dobbiamo impostare una risoluzione corretta, altrimenti rischiamo di confonderci. Nel menù File, selezioniamo la voce Proprietà. Nel riquadro intitolato Immagine c’è la voce Risoluzione. Qualsiasi numero ci sia scritto, metteteci quello che corrisponde alla risoluzione del vostro monitor. Se non la sapete, metteteci 75, che più o meno andrà bene. Come noterete, nel riquadro a destra intitolato Dimensioni, il valore delle voci Centimetri cambierà, visualizzando un valore più consono alla realtà rispetto a quello originale, specialmente se il nuovo valore è molto diverso da quello originale. Premete OK.

Ora, dal menù Immagine, selezionate Ridimensiona. Compare una finestra in cui sono visualizzate le dimensioni della foto (non sempre sono identiche a quelle visualizzate nella finestra delle proprietà. Non chiedetemi il perché).
In basso, se non è già impostata, mettete come unità di misura i centimetri.
A questo punto, potete giocare con i pulsantini o con i valori numerici dei quattro campi visualizzati in alto per ridurre le dimensioni della foto a vostro piacimento. Fate varie prove finché il risultato non vi soddisfa.
Importante: per non rovinare la foto, invece di procedere con piccole riduzioni percentuali successive, è preferibile fare ogni tentativo ripartendo sempre dalla foto nel formato originale, annullando l’ultima operazione effettuata col pulsante Annulla (vedi immagine nella pag. precedente) o premendo i tasti Ctrl-Z.

Una domanda (quasi) stupida sulle dimensioni che immagino a qualcuno verrà in mente: "Ma se, invece, la foto è troppo piccola, non posso ingrandirla?"
Risposta: certo che puoi, ma l’utilità di questa operazione è prossima allo zero (insomma, non serve a niente): in termini di leggibilità ci si rimette perché la foto "sgranerà" perdendo risoluzione. Inoltre il file diventerà più grande. Il motivo, se ci pensate, è ovvio: una foto digitale visualizza sullo schermo tutte le informazioni che ha registrato, in base alle impostazioni o alle possibilità tecniche dello strumento sorgente (scanner, fotocamera digitale, ecc.). Ma le informazioni sul dettaglio che non sono state registrate in origine non possono essere inventate di sana pianta, per cui il programma riempirà gli spazi vuoti con del colore simile a quello delle aree adiacenti, col risultato di visualizzare la tipica immagine sgranata che, una volta salvata, occuperà un sacco di spazio. Provare per credere.
Se la dimensione si riduce, invece, si cancellano soltanto le informazioni che non servono più, per cui il file è più piccolo e la risoluzione non ne risente.

La scelta del formato
Come abbiamo detto nel paragrafo dei formati, le foto vere e proprie (a colori o in b/n) si salvano in JPG, mentre i disegni, i grafici e le immagini in bianco e nero in GIF.
Per scegliere il formato, dal menù File, selezionare Salva con nome...
Comparirà una finestra.

JPG
Dal menù a tendina Salva come, selezionare "File di interscambio JPEG".
Sulla riga superiore, impostare il nome del file. Vi consiglio di salvare su un nuovo file, così non perdete i dati originali.
Premere il pulsante Altro >>. Il pulsante cambierà nome e diventerà "Standard <<".
Se la foto è a colori, nel campo Converti in, impostare 16,8 milioni di colori. Se è in b/n, impostare Livelli di grigio.
Più in basso, c’è una voce chiamata "Fattore di qualità JPEG 1-100". Si tratta della famosa percentuale di compressione JPEG. Per impostarla, si usa il cursore sottostante. Va trascinato col mouse in modo che compaia il valore desiderato.
Diciamo subito che il valore minimo che si può impostare senza perdita significativa di risoluzione sullo schermo è fra 50 e 60. Per stampare, è meglio tenersi sui 70-80. In realtà, come al solito, bisogna fare delle prove per trovare il valore che ci soddisfa.
Alla fine, premete il pulsante Salva.

Importante (1): la compressione JPEG è utile e comoda, ma ha un difetto: se applicata in fasi successive sulla stessa immagine ha la tendenza a rovinarla. Per ogni prova è quindi buona regola ripartire sempre dal file originale, come per le operazioni di ridimensionamento.
Importante (2): anche il Photo Editor ha un difettuccio: quando si cambia la risoluzione, i cambiamenti non vengono immediatamente visualizzati sullo schermo. Per vederli è necessario chiudere il file (tanto l’avete salvato) e riaprirlo. Se non avete sbagliato file (succede spesso), dovreste vedere i cambiamenti.

GIF
Dal menù a tendina Salva come, selezionare "Formato GIF".
Sulla riga superiore, impostare il nome del file. Usate un nome nuovo per non perdere i dati originali.
Premere il pulsante Altro >>. Il pulsante cambierà nome e diventerà "Standard <<".
Se l’immagine è a colori, nel campo Converti in, impostare Tavolozza o 256 colori. Se è in b/n, impostare Livelli di grigio (o Monocromatico se l’immagine non presenta sfumature di grigio). Alla fine, premete il pulsante Salva.
Anche per il formato GIF valgono le stesse considerazioni del JPG: fate varie prove per cercare i risultati migliori, ma ricordate sempre di ripartire dal file originale e di chiudere e riaprire il file per vedere i risultati effettivi.

Il consiglio, per capire bene quanto e come incidano le modifiche che abbiamo apportato al file originale, è di aprire contemporaneamente i due file: quello originale e quello modificato. Il confronto diretto delle due immagini ci aiuterà nel giudizio: se la leggibilità del secondo non è eccessivamente ridotta rispetto al primo, possiamo ritenerci soddisfatti.

Se poi volete proprio strafare, potete provare ad intervenire su alcuni parametri della foto, per migliorarla esteticamente: dal menù Immagine, selezionate Bilanciamento.
Uscirà una finestra che vi permetterà di agire su luminosità, contrasto e gamma dei colori. La finestrella in basso a sinistra vi permette di selezionare uno dei tre colori RGB. A questo punto, il movimento di una delle tre barre di scorrimento agirà soltanto sui parametri del colore che avrete selezionato.

A questo punto, ci resta solo la prova del 9: apriamo "Gestione risorse" di Windows. Andiamo nella cartella dove abbiamo salvato il file e controlliamo le dimensioni della nostra creatura. Se non supera i 50 KB, abbiamo raggiunto il nostro scopo. In caso contrario, non ci resta che riprovare da capo o rassegnarci a non inviare foto in lista! ;-)

Buon lavoro

Massimo Profeti


623.it - Gennaro Di Bisceglie