ALESSANDRO
RIGNANI LOLLI


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Maratea (PZ) 21 settembre 2002
Record mondiale di profondità in apnea in assetto costante
-88 metri

L'intervista

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 Maratea, 6 settembre 2002
 Non è stato facile intervistare Alessandro Rignani Lolli! O meglio: non è stato facile trovarlo, all'inizio! Sul luogo dell'appuntamento di fronte al Caffé del Porto di Maratea, venerdì 6 settembre, io continuavo a guardarmi attorno cercandolo. Non lo conoscevo di persona, ma lo immaginavo con le fattezze dello sportivo, del recordman. Alessandro Rignani Lolli durante l'intervista Mai mi sarei aspettato che quel giovane dalla faccia simpatica e sorniona, cappellino tipo-lana in testa (avete presente il cantante di Jamiroquai?) con cui ogni tanto incrociavo lo sguardo che pure sembrava attendere qualcuno, fosse proprio lui! Per fortuna, l'arrivo sulla scena di un comune amico, Manuel Chiappetta, direttore sportivo del Maratea Sub, risolveva la situazione permettendomi finalmente - e con il dovuto stupore - di fare la conoscenza di quello che forse è uno degli sportivi più genuini, simpatici ed estroversi della scena apneistica mondiale.

  Ci accomodiamo a un tavolino del bar. La simpatia di Alessandro emerge soprattutto dal sorriso contagioso che gli illumina il volto. Ed infatti appare subito chiaro che un'altra difficoltà di questa intervista... sarà riuscire a portarla a compimento senza perdersi nelle mille, simpatiche chiacchiere in cui si cade parlando tra persone che (di solito!) si conoscono da sempre! Poi, in quanto apneista, ho la mente ingarbugliata dalle innumerevoli domande che mi piacerebbe fargli, anche le più banali...


  Mentre mi metto a cercare il foglietto degli appunti che potrebbe togliermi dall'imbarazzo (vi avevo annotato lo schema delle domande salienti quando ero "a mente fredda"), Alessandro mi presenta l'amico che lo accompagna:

  Claudio Leone Alessandro Rignani Lolli: Lui è Claudio Leone, il mio assistente di superficie: praticamente il mio angelo custode... E' lui che mi accompagna psicologicamente e fisicamente durante tutto l'iter preparatorio alla immersione.

  Si respira Sport ad altissimi livelli, al nostro tavolo (a parte me): Claudio Leone è nientemeno che un nazionale di tuffi appartenente al Gruppo Sportivo delle Fiamme Oro della Polizia di Stato!
Allora, andiamo con ordine: parliamo un po' della tua vita e delle tue esperienze sportive...

  ARL: Sono nato a Roma il 2.12.73 e mi sono laureato in Economia e Commercio di recente. Ho praticato nuoto per 10 anni e Rugby per 8, militando anche in serie B con il Lazio Rugby Club. La svolta verso l'apnea l'ho avuta nel '99, quando ho seguito un corso con Stefano Makula ed ho subito compreso la mia passione e le mie potenzialità in questa disciplina.E infatti nel settembre 2000 già stabilivo il mio record in acqua dolce, scendendo a -61 m. nel lago di Castelgandolfo e strappando il primato a Gaspare Battaglia.
Alla fine dello stesso anno superavo le selezioni per entrare nella nazionale di apnea e partecipare così alla Coppa del Mondo di Nizza insieme a Davide Carrera e Riccardo Mazzi...

  Come andò?

  Ci classificammo soltanto sesti! E per un mio errore!! (si guarda con l'amico Claudio e scoppia in una delle sue risate contagiose) Colpa della prova di profondità a -57 metri.

  Cosa successe? Veduta del campo di operazione con la splendida costa sullo sfondo

  Non riuscii a portare a termine la prova correttamente, finendo col penalizzare l'intera squadra. Quando riemersi rilevai con il profondimetro che il targhettino che doveva segnare i -57 metri del traguardo era misteriosamente "scivolato" alla profondità effettiva di -61! Naturalmente a quell'episodio seguirono le rimostranze della nostra Nazionale, con tanto di ricorso ufficiale... Ma comunque finimmo soltanto sesti, contro ogni pronostico che ci dava per favoriti.

  E vinsero i francesi...

  Sì: i padroni di casa. Comunque ci rifacemmo prontamente l'anno seguente, nell'Ottobre 2001 al Campionato del Mondo di Ibiza, quando vincemmo con Umberto Pelizzari, Davide Carrera e Gaspare Battaglia. Io ero come riserva insieme a Riccardo Mazzi.

  E ora sei qui, nientemeno che a tentare il record di immersione in Assetto Costante, il 21 Settembre...

  In effetti ho due alternative a mia disposizione: la prova in Assetto Costante, il cui primato attuale è -87 metri, e la prova in Immersione Libera, detta anche "Line Assisted", il cui record attuale è di -92 metri di profondità: è una specialità che va affermandosi in questi ultimi tempi, e consiste nella possibilità, per l'apneista, di aiutarsi anche con le mani lungo il cavo-guida, sia in fase di discesa che in quella di risalita. Per il momento è ancora presto per decidere in quale delle due prove mi cimenterò, in quanto questo dipenderà dalla mia disponibilità fisica alla fine degli allenamenti. Diciamo pure che la decisione sarà presa nella settimana precedente il tentativo.

  Ma ti sei già prefisso, in un caso o nell'altro, la quota che intendi raggiungere? Insomma: come si determina la profondità per un tentativo di record?

  Un metro più giù del precedente primato! Questo è il riferimento. Alessandro Rignani Lolli

  Eppure proprio recentemente Tanya Streeter ha portato il record No Limits femminile a -160 metri, pur essendosi preparata per portarlo "soltanto" a -140!

  Non è così semplice. Specie nell'Assetto Costante. Un record è una cosa che va preparata seriamente, ponderatamente e gradualmente. Ti dico: quando ho deciso di tentare, con i miei consulenti ho considerato la mia disponibilità fisica, le mie potenzialità, e infine ho stabilito la data. Fatto ciò, ho immediatamente iniziato la mia preparazione psicofisica in funzione della scadenza prefissata.
Questo non vuol categoricamente dire che alla fine il tentativo sarà fatto proprio su quella profondità, ma semplicemente che allontanare le proprie mire può comportare una distrazione dal rigido percorso intrapreso con l'allenamento.

  Come mai hai scelto Maratea, questa stupenda località che costituisce la strisciolina di Basilicata protesa sul Tirreno, per portare a compimento l'impresa?

  I primi promotori di questa decisione sono stati due carissimi amici: Francesco Di Domenico, che è un famoso fotosub di Maratea, e sua moglie Donatella Rodriguez, stimatissimo architetto, che è stata la mia principale promotrice presso lo sponsor, la Società Mondo Maratea del Gruppo Fintur. Naturalmente già conoscevo Maratea, ma devo dire che Francesco e Donatella hanno fatto molto perché io potessi venire qui.

  Parliamo del tentativo di record: per cominciare, che attrezzature utilizzerai?

  Muta in neoprene spaccato/liscio da 3 millimetri con 1 kg. di zavorra in cintura, lenti a contatto per l'apnea profonda e stringinaso, ...anche se durante le prove finora ho utilizzato una normale maschera subacquea a minimo ingombro interno. Poi il monopinna...

  Sommozzatore di assistenza con equipaggiamento Trimix Ecco, il monopinna: ci parli dell'utilizzo di questo strumento? Pare che tra gli apneisti di livello mondiale stia prendendo sempre più "piede"..

  All'inizio, quando lo provai la prima volta, non mi convinse: richiede l'impiego di fasci muscolari diversi da quelli utilizzati normalmente. Tuttavia in seguito ebbi modo di ricredermi, in quanto esso effettivamente produce una spinta di gran lunga superiore rispetto alle normali pinne, anche se non presenta certo la loro maneggevolezza.

  E le lenti? Sono molto fastidiose?

  No. Assolutamente. Si tratta di "normalissime" lenti a contatto a 200 diottrie! Non sono per nulla ingombranti, anche se comunque sopra per protezione indosso un paio di occhialini da nuoto pieni di acqua dolce che non irrita gli occhi.

  Mi parli dello Staff che hai attorno, nella preparazione di questa impresa...?

  Oltre a Claudio, che è colui che mi assiste durante l'intera fase preparatoria, a Francesco e a Manuel, c'è anche un nutrito gruppo di sommozzatori, uno ogni 10 metri di profondità, con autorespiratori A.R.A. e Trimix, che presidiano il percorso lungo il cavo-guida. Durante le fasi preparatorie, e non solo, ci danno una mano anche i sub del Gruppo Subacquei Dino Sub di Praia a Mare, dalla vicina Calabria, con il presidente Giorgio Chiappetta che fornisce un appoggio logistico non indifferente. Ma quelli che rivestono una importanza decisiva sono senz'altro i miei allenatori: Alessandro Conforto, che è un ex-nazionale di Pentatlon moderno e olimpionico ad Atlanta '96, e Gianni Caldarone, altro ex-nazionale di Pentatlon. Sono loro che mi seguono costantemente durante tutta la mia preparazione.
Preparazione dei sommozzatori a bordo della imbarcazione di appoggio


  Volendoci soffermare un attimo sulla importanza dell'allenamento fisico per poter andare in acqua... potresti fornirmi un parametro per definire un corretto livello di allenamento?

  Due sessioni settimanali costituiscono già un buon allenamento di mantenimento per chi pratica uno sport di questo genere, considerando come tale anche attività "di ripiego" come jogging, bicicletta, nuoto...: attività fisiche che permettano di "rompere il fiato", come si usa dire. Naturalmente, sarebbe meglio premunirsi della opportuna visita medica per appurare il corretto stato fisico, prima di intraprendere una attività impegnativa come un allenamento protratto!

  Tornando a noi: quindi le tecniche di concentrazione e di ventilazione sono basilari...!?

  Direi che concentrazione e ventilazione assieme formano senz'altro il 60-70% del bagaglio necessario per potersi dedicare a una impresa sportiva di questo genere, senza tuttavia sottovalutare la costanza nell'allenamento, che costituisce il mezzo per la loro ottimizzazione.

  La chiacchierata con Alessandro continua con tono allegro e spensierato, nonostante i dati - diciamo pure- tecnici che mi fornisce. Inutile dire che tra una domanda e l'altra battutine, aneddoti e scherzi con gli amici si susseguono rendendo la serata piacevole. Il problema si affaccia quando, a un certo punto, al tavolino alle mie spalle prendono posto due ragazze carine...
Ho capito... Passiamo a parlare dell'aspetto piacevole dello sport... Alessandro e Claudio in acqua durante le ultime fasi preparatorie alla discesa

  Per me sport vuol dire DIVERTIMENTO e AMICIZIA! Ecco: se non fosse così non farei sport. E l'apnea è tutto questo. Per me l'immersione regala le sensazioni più belle del mondo. Mi piace moltissimo scivolare nel mare, magari per andarmi a distendere sulle praterie di posidonia, a faccia in su...
Tentare un record è naturale conseguenza di questo amore per il mare. Non è la semplice ricerca del primato. Oltretutto, io sono tra gli assertori del fatto che ogni singolo individuo ha già in sé le potenzialità per scoprirsi un buon apneista, in quanto le nostre capacità sono già tutte in noi, pronte ad essere tirate fuori con l'amore per questo sport. Le tecniche di concentrazione e di respirazione non sono altro che gli strumenti che ci permettono di prendere coscienza delle nostre capacità attraverso il controllo del corpo.

  A un certo punto gli chiedo -vecchia curiosità- a cosa pensa durante i suoi 6'25" di apnea statica per aiutare la concentrazione..., e purtroppo la risposta posso farvela solo immaginare! Al che, la domanda d'obbligo:
Ma secondo te il sesso influisce sulla prestazione sportiva?


  Si! Positivamente!!

  A buon intenditor...
Allora: cosa provi durante le fasi salienti di una discesa da record? Per esempio, nell'attimo della capovolta, durante la discesa...


  L'attimo della capovolta è... un attimo! Nel senso che quello è l'istante in cui tutta la concentrazione e la preparazione psicofisica erompono nel gesto atletico, per cui davvero non si pensa a nulla: non se ne ha modo! Poi la discesa, che pur sviluppandosi in un periodo di tempo abbastanza lungo, tuttavia richiede alla nostra mente il controllo più totale del corpo, soprattutto per effettuare la più corretta compensazione.

  Ecco, a proposito di compensazione: quale manovra adotti?

  La Marcante-Odaglia.

  Non è la più facile da attuare... Molte persone non la conoscono o non sono capaci di utilizzarla al meglio.

  E' sicuramente una questione di pratica. Comunque, nei tuffi in profondità questa consente di compensare senza intaccare le riserve di aria nei polmoni, per cui diventa una scelta obbligata.
Rifocillamento a bordo del peschereccio di appoggio Maria Lourdes


  Allora, riprendendo la nostra discesa..., siamo al traguardo, che immagino sia l'istante della vittoria...

  Quello del traguardo è indubbiamente un momento di gioia: una vera e propria goduria (termine usato da buon romanaccio... n.d.a.)! Ma non è la vittoria: infatti non ci si può permettere di deconcentrarsi, in quanto il record si ottiene solo alla fine!

  E la risalita?

  Ecco, la fase di risalita è per me la cosa più divertente. Di un divertimento lungo, godibile, crescente... Per dirti, in quella fase spesso canto, e a volte mi viene in mente un motivo Jazz suonato col sax... da La Grande Bleu!

  E poi l'emersione...

  Ecco, l'emersione... Ma prima, una quindicina di metri prima, c'è un momento di ulteriore concentrazione, che dura giusto quei pochi secondi prima dell'esplosione della vittoria!

  Rientro al porto di Maratea dopo una sessione di allenamento Sensazione che possono dire ben in pochi di aver provato...

  Indubbiamente l'apnea costituisce un ambiente molto ristretto e allo stesso tempo diffuso in tutto il mondo, per cui le persone che la praticano provengono da molte nazioni, e ognuna di loro porta il proprio personale bagaglio di esperienze, pronte a scambiarlo con gli altri atleti che condividono la stessa passione. Di conseguenza il mondo sportivo è pervaso da un clima di amicizia e cordialità assolute, con continuo scambio di consigli, considerazioni, esperienze. L'Italia, poi, si trova proprio al centro di tutte queste attenzioni, in quanto siamo I MIGLIORI DEL MONDO: e diciamolo!

  Ma questo mondo una volta era anche più ristretto!

  Infatti. Fino a qualche anno fa sulla scena internazionale vi erano praticamente soltanto Pelizzari e Pipin! Ora basta dare uno sguardo al vorticoso avvicendarsi dei sempre nuovi record, per accorgersi come questo sport vada espandendosi ed evolvendosi continuamente. Come è giusto che sia, e questo anche grazie a voi!

  (...omissis...)

  Ma ora, per concludere, vorrei toccare un argomento che a noi sta molto a cuore, come credo stia a cuore a tutti gli sportivi che amano il mare: la sicurezza...
A questa domanda Alessandro si fa serio. Chi pratica il mare e l'apnea conosce bene i potenziali pericoli di questo sport...

  Per comprendere in quale considerazione venga tenuto il fattore "sicurezza" anche a questi livelli, basta considerare che dell'intero budget destinato a una impresa da record, la voce di spesa relativa ad essa costituisce la quota di gran lunga maggiore rispetto a tutte le altre assieme! Insomma, si: qui parliamo di profondità e di primato, ma la passione per il mare non deve voler per forza dire "abissi".
Le sensazioni che offre il mare si possono godere anche in pochi metri d'acqua, e anche meno! L'importante è avere la tranquillità per riuscire a percepire e raccogliere queste sensazioni: e questa tranquillità non può esserci se siamo protesi verso i nostri record personali! Con il mare si deve crescere gradualmente e seguendo il proprio istinto. Pelizzari racconta sempre di una frase che gli diceva spesso il grandissimo Jaques Mayol: "per imparare a stare in mare bisogna lasciare a casa il profondimetro".
Alessandro e Claudio con alcune fans durante l'intervista


  Si è fatta ora di cena, e dobbiamo lasciare Alessandro, non senza prima fargli i nostri migliori e più sinceri "in bocca al lupo" per la sua impresa che non mancherà di portare lustro allo sport nazionale e un po' di meritata fama a questa stupenda località che è Maratea. E mi viene di fare qualche considerazione sulla personalità di questo atleta.
Conoscere uno sportivo di altissimo livello non lascia mai impressioni negative. Si tratta sempre di persone con una grande personalità e umanità, sempre disponibili e cordiali. Tuttavia Alessandro Rignani Lolli è qualcosa di diverso. La sua simpatia e giovialità vanno oltre. Alessandro è un RAGAZZO. Come tutti noi. Assolutamente simpatico e casinista, allegro e spontaneo, ma contemporaneamente serio quanto è seria la sua passione per questo sport e per il mare.
Ecco, devo dire che Alessandro è sicuramente lo sportivo in cui più si rispecchia la mia passione per il mare. E la vostra...?

Gennaro Di Bisceglie ©


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